Come diventare una stilista famoso


La creatività salverà il mondo: le 3 mosse giuste per passare da designer emergente a stilista famoso

By ida papandrea

Buyers e addetti del settore fashion sono d’accordo: il pret-a-porter, in questo periodo storico in cui il mondo sta uscendo da una situazione mai vissuta prima, ha bisogno di una scossa per andare avanti.


La scossa può arrivare proprio dai giovani designer di moda: se da un lato hanno sicuramente bisogno di supporto da parte dei colossi del fashion luxury, dall’altro dovrebbero imparare a cogliere le richieste del mercato della moda e tenere presente le sue necessità, per emergere e farsi notare nel mare delle offerte. 


Come distinguersi dagli altri fashion designer per diventare uno stilista famoso

Se la crisi ha sicuramente diminuito gli investimenti del settore moda, è anche vero che le aziende i fashion brand puntano a investire in maniera smart: in poche parole, sono alla ricerca della next big thing.
Distinguersi è il primo passo: focalizzarsi sul dna del proprio brand, sull’aspetto che può differenziarlo da altri e lavorare su quello, per rendersi riconoscibile. Allo stesso tempo, tenere presente che i cambiamenti della moda rispecchiano quelli della società: una collezione che supera il concetto di “stagione” e/o genderless, sarà favorita dagli acquirenti, che in questo momento di crisi si indirizzano verso l’acquisto di un unico capo o accessorio statement in cui investire e renderà le collezioni di moda più piccole e agili, con un notevole risparmio nella produzione e – sempre importante – un occhio di attenzione alla sostenibilità. 

Il segreto di uno stilista famoso? Collaborare per unire le forze: smartworking, crowfunding e temporary shop

Un’altra key word dei nostri tempi: se lo smartworking ci ha insegnato che possiamo tenere contatti col mondo anche lavorando da casa, perché non sfruttare questa possibilità per cercare nuovi partner, anche fisicamente lontani ma con i quali condividiamo le stesse idee? Che si tratti di collaborazioni tra designers di moda, ricerca di investitori, lancio di campagne crowfunding, presenza su piattaforme di fashion luxury shop online, partecipazione a temporary pop up store che offrano non solo la possibilità di vendere i propri prodotti, ma soprattutto di farsi notare e conoscere anche al di fuori della propria cerchia: tutto può fare gioco per rafforzare contatti e legami e creare connessioni.
Meglio ancora, “sperimentare” su progetti temporanei, che danno la possibilità di mettersi in gioco, capire i propri punti di forza e lavorare su quelli deboli, senza rappresentare un investimento troppo impegnativo e di conseguenza, invalidante.  

Gli stilisti famosi imparano dagli errori senza scoraggiarsi: chiedere è la metà di avere

Nell’epoca dei social network, è relativamente più facile essere notati e contattati da fashion buyers, aziende di moda, piattaforme di fashion e-commerce, talent scout – o viceversa, è più facile per un designer emergente di moda contattare queste realtà. Non sempre la risposta arriva positiva. Se questo dovesse succedere, vietato scoraggiarsi: non si può sempre incontrare il favore di tutti.
Per ribaltare la situazione a proprio favore, bisogna non limitarsi a “incassare il colpo”, ma chiedere, in modo cortese, i motivi. Capire e analizzare i motivi di un possibile rifiuto, sarà un ottimo spunto per ripartire con il piede giusto e, in molti casi, ricercare realtà più consone ai valori del proprio brand.


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